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Passiamo ora alle partite valevoli per le qualificazioni verso Sudafrica 2010: a Pyongyang, allo stadio dedicato a Kim Il Sung (originariamente il “Kirim Stadium” era un campo da baseball costruito durante l giapponese; stato dedicato poi come migliaia di altre cose al “Grande Leader” perch proprio qui ha pronunciato il suo primo discorso pubblico dopo il ritorno dall nel 1945), la Corea del Nord ha battuto per 2 0 gli Emirati Arabi Uniti con goal del difensore Pak Nam Chol e in contropiede al 93 con Mun In Guk, gi in goal nel match di febbraio vinto contro l Saudita. Sempre per il girone asiatico, convincente vittoria anche dell contro il Qatar a Taskent, capitale distrutta da Gengis Kan quando era cinese e secoli dopo ancora stremata per il terribile terremoto del 25 aprile 1966 (7,5 gradi di scala Richter). La squadra di Mirjalol Kushakovich Qosimov ha letteralmente dominato quella di Bruno Metsu, mettendo in luce il forte centravanti dell Pakhtakor Tashkent, Farhod Tadjiev, autore di una tripletta (7_ goal in 9 partite con la Nazionale) e Anvarjon Soliev..

Cinture allacciate, prego. Severe turbolenze sballottano la trattativa (trattativa?) tra Alitalia e Etihad Airways. Ieri il consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera si è riunito a Fiumicino. I motivi per avercela con le aree in via di sviluppo, in effetti, non mancano. Il primo emerging market ad alimentare la nuova ondata di preoccupazioni degli investitori stato la Cina. I dati sulla produzione manifatturiera comunicati da Pechino hanno evidenziato il primo calo a gennaio da sei mesi a questa parte.

Il diario di Bridget Jones è l’adattamento cinematografico dell’omonimo bestseller che l’autrice, Helen Fielding, affida all’amica Sharon Maguire sulla quale modella anche il personaggio di Shazzer (amica e confidente femminista di Bridget). Il film narra le vicende di una trentenne londinese che affida alle pagine di un diario le proprie disavventure di single coatta, nevrotica e frustrata, dilaniata dal rapporto compulsivo con sigarette, alcool e cibo. Impossibile non riconoscersi in Bridget, ritratto dolce amaro dell’attuale generazione di trentenni instabili e insoddisfatte.

Le sequenze che di solito Lee Tamahori gira sono ricche di adrenalina, arricchite di effetti action da non sottovalutare e che hanno saputo convincere attori come Nicolas Cage, Julianne Moore e Jessica Biel a buttarsi a capofitto nelle sue pellicole. Ma non basta. Regista neozelandese che, dopo un’opera prima eccezionale, si è fatto fagocitare da Hollywood nel peggior modo possibile, piegando il suo insolito modo di dirigere alla correttezza e alla mediocrità a volte fin troppo ridicole del cinema industriale senza ispirazione e senza motivazioni personali, Tamahori resta comunque un buon regista d’azione, anche se non più imprevedibile.

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